
Arriva l’autunno: serve davvero un “booster” per il sistema immunitario?
Se l’estate è il momento dei sali minerali, l’arrivo dell’autunno è decisamente il momento del mantra farmacologico “rinforza le tue difese immunitarie” e prontamente gli scaffali di farmacie ed esercizi affini si riempiono di confezioni di lattoferrina, vitamina C, zinco, multivitaminici, echinacea, propoli, preparati vegetali di ogni tipo e, per arrivare all’estremo, anche prodotti omeopatici come Oscillococcinum, il tutto finalizzato a prevenire prevalentemente le infezioni respiratorie.
Il nostro sistema immunitario ha davvero bisogno di essere “stimolato” ogni autunno? La risposta, nella maggior parte dei casi, è no, non c’è nessuna necessità reale; l’espressione “stimolare le difese immunitarie” è molto efficace dal punto di vista commerciale, ma biologicamente è piuttosto semplicistica, infatti il nostro sistema immunitario deve essere efficiente e regolato sempre, non semplicemente più attivo stagionalmente.
Una risposta immunitaria insufficiente può favorire le infezioni, così come una risposta eccessiva o sregolata può invece contribuire all’infiammazione e, in determinate condizioni, anche all’autoimmunità; per questo motivo è più corretto parlare di supporto alla normale funzione immunitaria che di “potenziamento” vero e proprio. In particolare, non esiste una necessità fisiologica di assumere ogni autunno un cocktail di integratori per “preparare” l’organismo all’inverno.
La prima forma di supporto immunitario è molto meno spettacolare di un claim commerciale: un’alimentazione adeguata, mantenuta durante tutto l’anno e non solo in autunno; per alimentazione adeguata intendo un’alimentazione naturale e minimamente processata, prevalentemente vegetale con proteine e grassi di qualità, variata nelle scelte e mai monotona, come supportato dalle linee guida internazionali, ovvero la classica dieta mediterranea. Senza le fondamenta la casa crolla!
Gli integratori non sono inutili, ma vanno assunti solo con lo scopo di correggere una carenza o in caso di specifiche indicazioni, non hanno senso quando assunti in mega-dosi per un ristretto intervallo di tempo magari nel tentativo di sopperire un’alimentazione inadeguata.
Ecco una disamina degli integratori più popolari con l’arrivo della stagione fredda:
Vitamina C: importante, ma non è uno scudo contro qualsiasi infezione
La vitamina C è effettivamente coinvolta in numerosi processi immunitari: contribuisce alla funzione delle barriere epiteliali e al normale funzionamento di diverse cellule del sistema immunitario, questo non significa che assumere grandi quantità di vitamina C renda immuni da qualsiasi infezione! Assumerla con la dieta è chiaramente la cosa migliore, quindi via libera a peperoni, broccoli e cavoli, prezzemolo, agrumi, frutti di bosco come il ribes, i kiwi (un frutto medio copre il fabbisogno giornaliero), la guava è un’ottima fonte ma difficile da reperire in Italia. Solo se per varie ragioni l’alimentazione fosse insufficiente si può ricorrere all’integrazione evitando dosi troppo elevate.
Zinco: attenzione alle mega-dosi
Lo zinco è indispensabile per numerose funzioni immunitarie e una vera carenza può compromettere la risposta dell’organismo alle infezioni, ma anche qui bisogna distinguere tra correggere un apporto insufficiente e assumere zinco preventivamente per tutta la stagione. Non vi è evidenza solida che integrare lo zinco protegga contro le infezioni, inoltre l’assunzione cronica di dosi elevate può provocare carenza di rame, oltre a disturbi gastrointestinali (va sempre preso a stomaco pieno). Quindi: correggere una carenza è diverso dal “potenziare” l’immunità. Lo zinco alimentare si trova prevalentemente nei prodotti animali come: ostriche (tra gli alimenti più ricchi, ma chiaramente non a portata di chiunque e soprattutto non quotidianamente), frutti di mare, carne rossa e frattaglie (soprattutto carne bovina), latticini come il Grana Padano, e le uova. Tra gli alimenti vegetali invece abbiamo i semi oleosi come i semi di zucca, di canapa, di sesamo e di girasole, la frutta secca come anacardi, mandorle e pinoli, cacao e cereali integrali; va detto che lo zinco vegetale è meno biodisponibile per via della presenza di fitati che ne riducono l’assorbimento, quindi una supplementazione può essere utile nell’ambito di una dieta prevalentemente vegetale.
Lattoferrina: interessante ma non indispensabile
La lattoferrina è una proteina naturalmente presente nel latte e possiede proprietà antimicrobiche e immunomodulanti biologicamente interessanti, è quindi probabilmente uno degli ingredienti “immunitari” con un razionale più interessante; il problema è che un meccanismo plausibile non equivale automaticamente a un beneficio clinico dimostrato. Dati di letteratura sono interessanti su alcuni biomarcatori immunitari e infiammatori, tuttavia gli studi sulle infezioni respiratorie sono ancora limitati e, negli adulti, non è stata dimostrata una riduzione significativa dell’incidenza delle infezioni respiratorie. Quindi non è tutta “fuffa”, ma nemmeno una necessità assoluta per chiunque quando arriva l’autunno.
Multivitaminici: utili se la dieta non copre i fabbisogni, non perché arriva ottobre
Anche i multivitaminici vengono spesso presentati come una sorta di assicurazione contro le infezioni stagionali, in realtà, negli adulti sani non ci sono prove solide che assumere un multivitaminico durante l’inverno prevenga le infezioni respiratorie. Chiaramente il discorso cambia se esiste una carenza, un’alimentazione molto restrittiva, un aumentato fabbisogno o una condizione clinica specifica, in quel caso l’integrazione può avere perfettamente senso ma con l’obiettivo di ripristinare la normalità, non creare un sistema immunitario “super-charged”.
Echinacea: qui la parola “immunostimolante” merita davvero attenzione
L’echinacea è interessante perché possiede effettivamente attività immunomodulanti documentate, ma gli studi clinici sulla prevenzione e il trattamento delle infezioni delle vie respiratorie hanno prodotto risultati molto variabili, nel complesso, le prove di un beneficio clinicamente rilevante rimangono deboli. Alcune istituzioni raccomandano cautela nei pazienti affetti da malattie autoimmuni proprio in virtù dell’effetto stimolante sul sistema immunitario, che in alcuni casi ha riportato riacutizzazioni delle stesse patologie e possibile interferenza con le terapie immunosoppressive. E’ proprio il caso in cui si può dire che, in ambito medico, naturale non è sinonimo di neutro o sicuro.
E Oscillococcinum?
Oscillococcinum è un prodotto omeopatico; la revisione Cochrane (aggiornata da Mathie et al. nel 2015) dedicata al prodotto non ha fornito prove affidabili sufficienti per dimostrare un’efficacia nella prevenzione o nel trattamento dell’influenza o delle sindromi simil-influenzali, quindi anche in questo caso, attenzione a non spendere soldi inutilmente.
Quindi cosa possiamo fare concretamente per mantenere le nostre difese immunitarie in buona salute?
Le solite cose “noiose”: prenderci cura di noi stessi tutto l’anno con una dieta varia e sufficientemente proteica, ricca di composti bioattivi, un adeguato apporto di micronutrienti, attività fisica regolare, sonno adeguato, astensione dal fumo e dall’alcol e prevenzione vaccinale quando indicata. Per quanto siano diventate un incubo durante la pandemia COVID19, le mascherine indossate in mezzi pubblici, in prossimità di soggetti sintomatici o in caso di assistenza a persone sintomatiche aiutano a prevenire la diffusione delle infezioni respiratorie. E per quanto possa sembrare un “consiglio della nonna”, evitare sbalzi di temperatura, vestirsti “a cipolla” , coprire le vie respiratorie quando si fa attività all’aperto con i primi freddi aiuta a prevenire le infezioni respiratorie.
Gli integratori possono avere un posto nella prevenzione, ma devono rispondere a un problema reale: una carenza, un aumentato fabbisogno, una condizione specifica o un’evidenza sufficientemente solida per un determinato obiettivo. Non perché è arrivato ottobre.
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