
Negli ultimi anni il caldo estivo è diventato sempre più torrido e le ondate di calore sono sempre più frequenti e intense, se per alcuni rappresentano semplicemente un fastidio, per altre persone possono diventare un vero e proprio rischio per la salute.
Quando le temperature elevate persistono per diversi giorni consecutivi, mettono a dura prova i meccanismi con cui il nostro organismo mantiene costante la temperatura corporea. Il risultato può essere una maggiore probabilità di disidratazione, cali di pressione, colpi di calore e peggioramento di alcune patologie croniche.
Il rischio riguarda potenzialmente tutti, ma alcune categorie sono decisamente più vulnerabili: anziani, bambini piccoli, le persone con malattie cardiovascolari, diabete, insufficienza renale o obesità, lavoratori che operano in esterna e atleti che si allenano anche durante la stagione calda.
Perché il caldo affatica l’organismo?
Quando la temperatura esterna aumenta, il corpo cerca di disperdere il calore attraverso la sudorazione e la vasodilatazione, cioè l’aumento del diametro dei vasi sanguigni superficiali; questi meccanismi sono fondamentali per raffreddare l’organismo, ma comportano anche una perdita importante di acqua e sali minerali e una riduzione della pressione arteriosa. Quando il caldo persiste per molti giorni, il corpo può avere sempre meno tempo per recuperare, ed è proprio l’accumulo dello stress termico, più ancora del singolo giorno particolarmente caldo, ad aumentare il rischio di malesseri e complicanze. Il corpo vive l’esposizione a temperature molto calde e in presenza di umidità elevata come un forte stress, mettendo in atto anche dei meccanismi di compenso che possono portare a conseguenze che compromettono le categorie più a rischio. Non da meno, l’importante vasodilatazione può abbassare la glicemia anche in persone non diabetiche, aumentanto la probabilità di sintomi derivanti dal caldo eccessivo.
Chi è più a rischio?
Tutti possiamo risentire delle alte temperature, ma alcune persone devono prestare maggiore attenzione:
- gli anziani: rappresentano il gruppo più vulnerabile perché con l’età diminuiscono la percezione della sete e la capacità dell’organismo di regolare efficacemente la temperatura corporea. Inoltre, molte persone anziane convivono con patologie croniche e assumono più farmaci contemporaneamente, per esempio diuretici e antipertensivi, fattori che possono aumentare ulteriormente il rischio di disidratazione e cali pressori;
- Persone che soffrono di malattie cardiovascolari, insufficienza renale, diabete o obesità possono andare incontro più facilmente a scompensi durante le ondate di calore;
- Bambini: data la loro superficie corporea relativamente alta possono disidratarsi molto facilmente, magari anche perchè “impegnati” a giocare all’aperto dimenticandosi di bere adeguatamente;
- Lavoratori in esterna: soprattutto nei lavori ad elevato impegno fisico, come negli operai in esterna, manutentori di giardini, operai di fonderia e altre realtà caratterizzate da temperature elevate, si possono verificare più facilmente colpi di calore e disidratazione.
Il ruolo dei farmaci
Durante l’estate alcuni farmaci possono richiedere un’attenzione particolare, per esempio, i diuretici, aumentano l’eliminazione di liquidi e, associati alla sudorazione, possono favorire la disidratazione; anche alcuni antipertensivi possono accentuare il fisiologico abbassamento della pressione provocato dal caldo, aumentando il rischio di capogiri, svenimenti e cadute. Alcuni psicofarmaci possono influire con la sensazione di sete. Chiaramente questo non significa che le terapie debbano essere sospese autonomamente: eventuali modifiche devono sempre essere valutate insieme al proprio medico, soprattutto nei periodi di caldo intenso.
I segnali da non sottovalutare
Riconoscere precocemente i sintomi da distress termico e disidratazione può evitare conseguenze più serie, è quindi importante prestare attenzione a:
- sete intensa o, negli anziani, improvvisa riduzione dell’appetito e della vivacità;
- debolezza marcata;
- vertigini o sensazione di svenimento;
- confusione mentale o sonnolenza insolita;
- riduzione della quantità di urine;
- pelle molto calda e asciutta oppure eccessiva sudorazione accompagnata da malessere.
L’idratazione è la migliore prevenzione
Uno degli errori più frequenti è aspettare di avere sete, perchè la sete compare quando una parte della disidratazione è già presente e negli anziani e in chi assume determinate categorie di farmaci questo meccanismo è spesso meno efficace. Inoltre, quando si è già instaurato un certo gradi di disidratazione, si tende a bere meno di quanto se ne abbia bisogno e quindi anche il recupero diventa difficoltoso.
Per questo motivo è consigliabile bere regolarmente durante tutta la giornata, anche in assenza dello stimolo della sete, aumentando l’introito di liquidi quando si suda molto o si pratica attività fisica, preferibilmente liquidi freschi (non freddi) o a temperatura ambiente, per non costringere allo shock termico il tratto digerente. Anche l’alimentazione può aiutare: frutta e verdura di stagione apportano acqua, vitamine e sali minerali, contribuendo al mantenimento dell’idratazione. Al contrario, pasti molto abbondanti e ricchi di grassi possono aumentare il senso di affaticamento nelle giornate più calde perché impegnano l’organismo nella digestione che quindi toglie risorse alla termoregolazione. Se invece passa la fame, soprattutto il persone già sottopeso o persone che hanno dispendi calorici elevati, è consigliabile cercare di alimentarsi con alimenti freschi e cremosi ma sostanziosi come yogurt, hummus, creme di avocado, minestroni freddi, etc.
Come affrontare il caldo in sicurezza
Alcuni semplici accorgimenti possono ridurre significativamente il rischio di problemi legati alle alte temperature:
- bere acqua regolarmente durante tutta la giornata;
- evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali;
- preferire ambienti freschi e ben ventilati;
- indossare abiti leggeri e di colore chiaro;
- limitare l’attività fisica intensa nelle ore più calde;
- consumare pasti leggeri e ricchi di frutta e verdura;
- controllare con il proprio medico l’eventuale necessità di adattare alcune terapie durante le ondate di calore.
Un’attenzione in più per gli anziani
Quando una persona anziana vive sola o presenta difficoltà cognitive o motorie, il supporto di familiari, vicini e caregiver può fare davvero la differenza: una telefonata, una visita o un semplice controllo per verificare che abbia bevuto a sufficienza, che la casa sia fresca e che non siano comparsi sintomi insoliti rappresentano piccoli gesti che possono prevenire situazioni anche molto gravi.
Le ondate di calore sono ormai una realtà con cui convivere ogni estate. Conoscere i meccanismi attraverso cui il caldo influisce sull’organismo e adottare alcune semplici precauzioni permette però di affrontarle in modo più sicuro, proteggendo soprattutto le persone più fragili!






