
L’infiammazione cronica silente è riconosciuta come causa principale delle malattie metaboliche e cronico-degenerative, che insieme costituiscono la principale causa di morte nei paesi industrializzati. Grazie al progresso scientifico e al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, nei paesi industrializzati non si muore più di malattie che invece decimavano le popolazioni fino ad un secolo fa e che tuttora sono presenti nei paesi in via di sviluppo. L’aspettativa di vita media è quindi aumentata molto, di contro però sono emerse altre patologie, legate alla nostra alimentazione sempre più processata e al contempo povera di nutrienti essenziali (siamo iper-alimentati e denutriti nello stesso momento), alla ridotta attività fisica (le moderna tecnologie ci consentono di muoverci sempre meno), ai ritmi circadiani che non vengono rispettati (restiamo attivi anche quando dovremo riposare), all’esposizione ad agenti inquinanti che esercitano molteplici effetti nel nostro organismo.
Si pone molta enfasi all’alimentazione, che ritengo fondamentale sia come prevenzione che come terapia dell’infiammazione cronica, però non è l’unica causa di infiammazione cronica silente; diventa quindi importante escludere altre cause dove la sola alimentazione non porti a riduzione o eliminazione del problema. Ho già affrontato il tema dell’infiammazione e delle diete antinfiammatorie nel mio precedente blog che trovi qui:
https://ceciliazuccherato.com/2026/03/13/diete-antinfiammatorie-lultima-moda-alimentare/
Vediamo quindi, oltre all’alimentazione che ho già trattato in precedenza, quali sono le altre possibili cause di infiammazione cronica silente:
STRESS CRONICO:
Lo stress e il cortisolo alto sono le cause di infiammazione cronica silente più sottovalutate: lo stress è una forma di adattamento che mira a stabilire un nuovo equilibrio interno (allostasi) in seguito a fattori stressogeni (stressor). Si manifesta quando un organismo percepisce uno squilibrio tra le sollecitazioni ricevute e le risorse a disposizione e le alterazioni dell’equilibrio interno possono avvenire su diversi piani: endocrino, umorale, organico, biologico. Vengono riconosciuti sia stress positivi o “eustress”, come per esempio l’esercizio fisico, sia stress negativi o “distress”, per esempio il sovraccarico lavorativo, la mancanza di sonno, etc. Non è però semplice categorizzare lo stress in buono o cattivo, perchè ognuno di noi reagisce agli eventi in modo completamente differente, quello che è stressante per una persona può non esserlo per un’altra e viceversa. Il nostro cervello inoltre può trovarsi a non saper distinguere uno stressor negativo reale o immaginario, quindi anche stressor che sono letteralmente frutto della nostra immaginazione, possono scatenare la risposta di stress.
Il risultato è però uguale per tutti: attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e cortisolo elevato: il cortisolo è un ormone che cerca di mantenerci in vita, in acuto promuove le difese immunitarie e ottimizza le riserve energetiche, in cronico porta ad infiammazione, immunodepressione e insulino-resistenza. Se non si ripristina il giusto ritmo circadiano del cortisolo si avranno ripercussioni sulla digestione, il sonno, l’apparato riproduttivo, e la predisposizione a malattie cronico-degenerative. Se c’è stress cronico, non c’è alimentazione che tenga!
INSULINO-RESISTENZA:
E’ una condizione dove l’insulina resta alta per molto tempo e le cellule diventano insensibili alla sua azione, ne consegue l’incapacità di utilizzare il glucosio da parte delle cellule; la causa è spesso alimentare ma vi sono altre cause che possono portare ad insulino-resistenza non strettamente dipendenti dall’alimentazione, per esempio la perimenopausa e la menopausa, una certa predisposizione genetica, il sovrallenamento, e lo stress cronico di cui ho già parlato, creando un circolo vizioso che perpetua l’infiammazione cronica.
TRAUMI EMOTIVI:
Traumi, conflitti emotivi non risolti, anche risalenti all’infanzia, relazioni tossiche, ansia e depressione, portano la persona ad avere un perenne atteggiamento di allerta, ruminazione, rabbia, emozioni e stati d’animo che alzano il cortisolo e portano ad infiammazione al pari dello stress cronico. L’aspetto emotivo di una persona viene spesso considerato separato dal resto, e soprattutto assolutamente dipendente dalla volontà, quando in realtà eventi della sfera emotiva portano ad alterazioni biochimiche e ormonali tanto quanto altre cause di infiammazione. Un trauma o un disagio psichico non devono per forza essere conseguenza di fatti ritenuti oggettivamente “gravi”, il trauma è il risultato di come noi reagiamo all’evento e non all’evento in sé, ed è frutto di un insieme di fattori unici per ogni persona.
INFEZIONI CRONICHE e PATOLOGIE AUTOIMMUNI
Siamo portati a pensare che le infezioni siano sempre qualcosa che ha un inizio e una fine, come l’influenza, o un ascesso al dente, che si cura con farmaci e antibiotici e dopo sparisce. Ci sono però delle infezioni che non si risolvono e restano attive causando infiammazione cronica, basti pensare al long COVID, alle epatiti croniche, ad alcune malattie da zecca che cronicizzano, malattie parodontali e malattie parassitarie, che sono tutt’altro che “esotiche”! Un’infezione cronica va sempre sospettata nel caso l’infiammazione non si risolva e si siano escluse già altre cause. Le malattie autoimmuni sono sostenute dal sistema immunitario che resta attivo contro i nostri stessi antigeni, quindi non risponde più ad agenti esterni, ma si scatena contro le nostre stesse cellule e questo porta ad infiammazione cronica.
ESPOSIZIONE A TOSSICI E AGENTI CHIMICI
Oggi come non mai il carico di sostanze a cui siamo esposti è elevatissimo: inquinanti ambientali, microplastiche, pesticidi, diossine, interferenti endocrini, senza considerare l’esposizione ad agenti tossici tramite abitudini voluttuarie come fumo, alcol, stupefacenti, che portano ad un sovraccarico dei nostri sistemi di depurazione e di conseguenza ad infiammazione e attivazione del nostro sistema immunitario. Si stima che siamo esposti involontariamente a migliaia di sostanze chimiche ogni giorno, e che questa esposizione sia praticamente inevitabile; si può però ridurre attraverso l’abolizione del fumo e dell’alcol, la scelta di alimenti minimamente processati e biologici, la riduzione dell’uso di cosmetici e della plastica.
OVER-TRAINING
Allenarsi fa bene, se fatto compatibilmente con le proprie capacità e con adeguati tempi di recupero, ma il sovrallenamento porta inevitabilmente ad infiammazione sistemica, prevalentemente per il rialzo cronico di cortisolo che non si abbassa. E’ importante quindi saper dosare anche l’attività fisica, avere i giusti tempi di recupero in base al tipo di attività e all’età, nutrirsi adeguatamente, in modo da evitare di arrivare alla sindrome da sovrallenamento.
L’infiammazione cronica silente è una condizione complessa e la sua gestione deve tenere conto di molti aspetti, non solo dell’alimentazione, che comunque riveste un ruolo fondamentale nella sua gestione!

